Uno sguardo sul mondo: intervista a Maria Antonietta Fierro

Con questa nuova rubrica, Agorà vi presenterà una serie di differenti professioni. Il nostro obiettivo è fornire agli studenti del liceo un assaggio della realtà al di fuori della scuola. Mentre la rubrica “Serve una bussola?” curata da Mirlinda Meta vi farà conoscere i vari percorsi universitari, “Uno sguardo sul mondo” vi proietterà nel fantasmagorico mondo del lavoro.

Buona lettura!

Per questo primo numero abbiamo intervistato Maria Antonietta Fierro, avvocato civilista di Tortona.

Quando sono nati il suo interesse per il diritto e la consapevolezza di voler intraprendere questo tipo di carriera?

Ho affrontato per la prima volta lo studio delle materie giuridiche gli ultimi due anni delle scuole superiori, ma ad essere sincera mi sono appassionata al diritto solo dopo aver iniziato concretamente a svolgere l’attività forense

Qual è stato il suo percorso di studi?

Il diploma di maturità in operatore commerciale e corrispondente in lingue estere mi ha permesso di approfittare del progetto Erasmus e di vivere una proficua esperienza di studio presso l’Università di Poitiers (Francia) dove ho sostenuto e superato tre esami (diritto internazionale, diritto comunitario e sociologia politica) riconosciuti dall’Università di Pavia

In che cosa consiste attualmente il suo lavoro?

Nello svolgimento della mia attività professionale mi occupo prevalentemente di diritto di famiglia (problematiche connesse alla separazione e/o divorzio, nonché affidamento e mantenimento dei figli minori) e diritto del lavoro; le prestazioni di assistenza legale possono consistere in semplici pareri o consulenze, in trattative stragiudiziali o assistenza giudiziale vera e propria

Un successo professionale che non dimenticherà mai?

Ogni volta che riesco ad aiutare un cliente, anche e soprattutto attraverso l’attività di mediazione diretta ad evitare un contenzioso giudiziario, mi reputo soddisfatta.

Si sente di consigliare la facoltà di giurisprudenza e il lavoro di avvocato in generale, a chi inizia ad affacciarsi al mondo delle università? Vuole dare loro qualche prezioso consiglio?

Consiglio la facoltà di giurisprudenza solo a coloro che sono veramente motivati, perché il percorso è lungo e a volte frustrante; ritengo opportuno associare lo studio di almeno una lingua straniera (senz’altro l’inglese) e esorto a cogliere opportunità di studio e/o lavoro all’estero, esperienze appaganti e soddisfacenti sia dal punto di vista formativo che umano.

A distanza di anni, farebbe la stessa scelta professionale? Se no, verso cosa si orienterebbe?

Non rinnego la scelta professionale che ancora mi regala soddisfazioni. Tuttavia credo che, pur confermando il percorso di studi, forse cercherei di mettere a frutto le mie competenze giuridiche nell’ambito di istituzioni o organizzazioni internazionali, avendo sempre nutrito un certo interesse per attività che implichino contesti lavorativi multiculturali e multidisciplinari.

Sofia Ruzza

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