Un alunno del classico vince le “Olimpiadi di Matematica”

Intervista a Mattia Viscariello

Potrebbe sembrare un’ intervista impossibile eppure è accaduta realmente. Abbiamo deciso di fare qualche domanda a Mattia Viscariello, alunno della 4° A classico che ha da poco vinto i “Giochi di Archimede” con un alto punteggio. Siamo orgogliosi come Istituto dell’ottimo risultato ma ancor di più il liceo classico è fiero di un alunno che ha saputo (largamente) sfatare quel mito per cui, al classico appunto, non si possa avere una buona preparazione scientifica.

Come mai un alunno del classico ha una così forte passione per la matematica? E che in che modo potrebbe essere affascinate questa materia per uno studente di oggi?

La matematica mi è sempre piaciuta; ho scelto il liceo classico perché ero affascinato dal greco e dal latino e volevo impararli, ma non per questo ho perso interesse: non è assolutamente vero che frequentando questo indirizzo si rinuncia alle materie scientifiche, e se si ha voglia di impegnarsi si può raggiungere la stessa preparazione di qualsiasi altro liceo anche in questo settore.

Secondo me è affascinante per due motivi: per prima cosa ci sono branche della matematica tanto numerose e diverse che è quasi certo che ognuno trovi quella che più si addice alle sue attitudini. In secondo luogo è possibile collegare la matematica non solo con altre materie che studiamo, ma anche con le necessità della vita di tutti i giorni.

Ad esempio?

Quello che mi viene in mente per primo è la sua utilità nel campo economico. Oltre alle quattro operazioni, una buona conoscenza della materia facilita nell’amministrazione fiscale e finanziaria dei propri beni. Ma al di là di tutto ciò, la forma mentis che deriva dallo studio della matematica può servire a sviluppare ragionamenti più brillanti e rapidi.

Come funzionano le “Olimpiadi della Matematica”, da chi sono organizzate e a cosa porta aver vinto la fase interna al liceo?

Le “Olimpiadi della Matematica” sono una competizione annuale organizzata a livello nazionale dalla “Unione Matematica Italiana” con la collaborazione della Scuola superiore Normale di Pisa; quella che si tiene ogni anno nel liceo è la prima fase, chiamata “Giochi di Archimede”, attraverso la quale vengono scelti un numero di studenti tra i vincitori delle prove del biennio e quelle del triennio per passare alla seconda fase, la selezione provinciale, che si terrà per noi all’Università Avogadro in Alessandria. Se riusciremo a vincere anche in questa fase passeremmo alla finale nazionale a Cesenatico. C’è anche una fase a squadre, a cui il Peano partecipa ogni anno: sono organizzati degli incontri pomeridiani di preparazione, a cui si può partecipare liberamente, e tra coloro che si presentano verrano scelti i membri della squadra.

Essendo una prova dell’intero triennio a cui partecipano anche alunni della quinta, vuol dire che tu hai studiato da solo alcuni argomenti che non fanno parte del tuo programma di quest’anno e dell’anno precedente?

Dato che la prova è aperta a tutti gli studenti del triennio di qualsiasi indirizzo, per risolvere gli esercizi è necessaria solo la preparazione dei primi due anni ed un po’ di intuitività, però sapere qualcosa di più dell’argomento non fa certo male.

Sì, ho approfondito da solo alcuni argomenti che nel programma per ora sono solo stati citati, o che non sono neanche presenti, ma fino ad ora non mi è capitato di doverli usare. Ci tengo però a sottolineare che per partecipare alle selezioni d’istituto non è richiesta alcuna preparazione speciale, ed invito tutti quelli che sono interessati alla cosa, ma scoraggiati dall’idea di non avere le conoscenze necessarie, di provarci l’anno prossimo, non si sa mai che potrebbe piacervi.

Quale altre materie ti appassionano come la matematica e da che cosa secondo te possono essere legate?

Iniziando la terza mi sono davvero appassionato a filosofia e ritengo che, come la matematica, sia considerata erroneamente una disciplina o troppo difficile o troppo astratta per meritare attenzione. Secondo me questo è dovuto ad un pregiudizio sbagliato nei confronti della materia, cioè che essa sia semplicemente il cercare risposta alle domande esistenziali che l’uomo si pone da sempre. La filosofia però è molto di più: è la madre di tutte le scienze moderne, che sono nate dal suo incontro con la matematica. Se la conoscenza è un albero, la filosofia è il tronco, i rami sono le scienze e la matematica è la corteccia. Matematica e filosofia sono sempre stalle strettamente legate, e molti princìpi matematici hanno anche valenza filosofica. Si veda ad esempio la logica, che è una branca sia della matematica che della filosofia.

Ti piacerebbe continuare a studiare matematica?

A me piacerebbe continuare a studiare matematica anche all’università e sono convinto che questa materia mi aiuterà, qualsiasi sarà la strada che prenderò, sia nel campo degli studi che in quello lavorativo.

Venditti in Notte prima degli esami canta «la matematica non sarà mai il mio mestiere…» Potrebbe invece essere il tuo?

Assolutamente, perché mi guadagnerei da vivere concentrandomi a tempo pieno su questa disciplina che personalmente amo. Sarebbe una sensazione appagante ed impagabile lavorare allo stremo delle proprie forze per affrontare un nuovo argomento o un importante problema e, superando tutte le difficoltà, alla fine risolverlo. La matematica mi ha insegnato anche questo.

Martino Gandi

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