The Prestige

“Ogni numero di magia è composto da tre parti o atti. La prima parte è chiamata “La Promessa”. L’illusionista vi mostra qualcosa di ordinario. Il secondo atto è chiamato “La Svolta”. L’illusionista prende quel qualcosa di ordinario e lo trasforma in qualcosa di straordinario. Ma ancora non applaudite. Perché far sparire qualcosa non è sufficiente; bisogna anche farla riapparire. Ora voi state cercando il segreto… ma non lo troverete, perché in realtà non state davvero guardando. Voi non volete saperlo. Voi volete essere ingannati.” Due giovani illusionisti (apprendisti), Robert Angier e Alfred Borden, rispettivamente Hugh Jackman e Christian Bale, vengono istruiti da Cutter, un ingegnere illusionista ed ex mago. Durante un numero di magia però qualcosa va storto e Angier incolperà l’amico dell’accaduto, tentando di vendicarsi. Inizia così un crudele gioco di potere tra due uomini e la rivalità si trasformerà pian piano in ossessione. Il film è un continuo trucco di magia. L’abile regia di Christopher Nolan spezza la narrazione in varie linee temporali rendendola concitata, come un mago “illude” lo spettatore, orientando il suo sguardo altrove, non facendogli capire ciò che realmente accade. Il trucco sta in una trama semplice che fa da scheletro a qualcosa di molto più complesso. Non si può definire semplicemente un thriller o un lungometraggio d’avventura, poiché arriva a toccare pure il genere fantascientifico, e ciò rende la pellicola ancora più magica di come già si presenta. Una regia più che convincente su tutti i fronti, merito di una cura per i dettagli tipica delle produzioni di serie A. L’epoca vittoriana viene riprodotta in ogni minimo particolare, immergendo completamente lo spettatore. Colonna sonora eccellente, impianto registico fuori dagli schemi e rivoluzionario contribuiscono a renderlo uno dei più grandi Film diretti da Nolan dopo il pluripremiato “Intestellar”. «Il regista, ancora più che il romanziere è molto simile ad un mago nel modo in cui scegliamo di rivelare le informazioni, cosa dire al pubblico e quando il punto di vista in cui trasciniamo la platea. Usiamo queste tecniche per ingannare il pubblico, per trascinarlo in vari vicoli ciechi e false piste e via dicendo, e infine speriamo a una conclusione narrativa soddisfacente.» Christopher Nolan.

Claudio Angelo Ferrari Binello

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...