L’Orchestra della Scala a Tortona con Zubin Metha

La sera del 3 Febbraio la Cattedrale del Duomo di Tortona ha ospitato l’Orchestra della Scala di Milano per un concerto in occasione del decimo anniversario della morte di Monsignor Francesco Remotti, sacerdote impegnato nel servizio degli indifesi. Egli infatti dedicò interamente la propria vita al sostegno e all’aiuto delle persone più bisognose, con numerose attività, dall’assistenza al campo profughi agli interventi in aiuto a popolazioni colpite dai terremoti (in Friuli, per esempio), aiutando inoltre con la Caritas Diocesana persone in stato di povertà, prive di mezzi per la sopravvivenza.

Infine, l’opera più importante è stata la creazione del centro Paolo VI di Casalnoceto, una struttura di sostegno e cura ai giovani disabili che si è affermata a livello scientifico e medico e che ancora oggi continua la sua attività.

La notizia del concerto si è sparsa in poche ore nell’ambiente tortonese ed oltre, provocando l’immediato sold out dei biglietti disponibili (600 circa), sebbene non a pagamento ma ad offerta libera.
Ciò che più ha entusiasmato l’animo degli spettatori è stata la direzione dell’orchestra affidata al grande Zubin Mehta, noto maestro di origine indiana spesso presente in Italia, che per l’immensa bravura ha ricevuto a livello mondiale numerose onorificenze come il Kennedy Center Honor, un premio che viene conferito dal presidente degli Stati Uniti a chi si distingue per aver dato un grande contributo all’arte e alla cultura.
Al programma originale che prevedeva la sola Messa da Requiem di Mozart, nello stupore dei presenti, si è aggiunta la Sinfonia Concertante per violino e viola che ha mostrato il dialogo insolito fra i due strumenti solisti e l’orchestra, una fra le più emozionanti composizioni di Mozart, in particolare l’Adagio centrale.
In seguito si sono uniti anche il coro ed i quattro solisti ed è iniziata così la grande Messa che Mozart, sul letto di morte, lasciò incompiuta, come raccontato nel film “Amadeus”.
Dopo esser stata eseguita l’ultima nota ancora si udiva l’Ave Verum, ed iniziavano i calorosi applausi del pubblico, entusiasta di questo eccezionale avvenimento nella nostra città.

Carolina Pilotti

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