POETI CONTEMPORANEI: LEGGENDA O VERITÀ?

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Sabato 8 aprile, nella biblioteca civica di Tortona, si è tenuta una conferenza per la presentazione del libro “Il cielo è dei leggeri”, scritto dal poeta Matteo Munaretto che, oltre ad essere insegnante di lettere presso il Liceo Scientifico Tamarelli di Pavia, compone liriche apparentemente semplici ma dai sentimenti molto profondi.
Ad accompagnarlo, la professoressa Giuseppina Scuzzarella e don Luca Ghiacci, cari amici dell’autore, che hanno condotto anche gli alunni del Liceo Peano presenti all’ascolto di questi versi.
La partecipazione di questo autore pavese può esser definita speciale, quasi insolita: quante volte capita nella vita di leggere e di stringere tra le mani versi di un poeta di cui non si conosce ancora la data di morte? Esistono quindi veramente poeti contemporanei?
Mentre nei secoli passati la poesia ha sempre svolto ruoli religiosi, commemorativi o celebrativi, e doveva attenersi a regole ben precise come, ad esempio, il numero di versi e l’alternanza delle rime, oggi essa si presenta come un testo più libero, sciolto da alcun tipo di legame; le caratteristiche della lirica dipendono unicamente dalle scelte personali dell’autore.
Nell’antica Grecia il poeta era ispirato da numerose divinità e raccontava principalmente il coraggio degli eroi nel combattere; nel Medioevo e successivamente nel Rinascimento, con il crollo dell’Impero Romano, la poesia diventa un diletto per pochi e a causa dello scarso numero di letterati sono solo i monaci che trascrivono e possiedono testi antichi.
Ciò che più ha sicuramente influenzato l’attuale stile poetico è il ventesimo secolo, periodo storico che ha vissuto i due grandi conflitti mondiali: per il poeta quindi la poesia diventa strumento per raccontare ciò che ha provato o vissuto.
A scuola siamo abituati a studiare soprattutto gli elementi base di una poesia, per poi, in seguito, esprimere le emozioni che ci hanno lasciato determinate parole ed immagini, piuttosto che lo schema di possibili rime o dello stile scelto.
Quindi, già dai primi studi elementari, impariamo cosa sono le figure fonetiche, le allitterazioni, le metafore e le perifrasi. Tuttavia, l’impiego di questi elementi in poesia non è obbligatorio, anzi, forse è proprio il tralasciare questi dettagli stilistici che avvicina noi giovani al mondo poetico.
Ma, al giorno d’oggi, è forse possibile vivere solo mediante la pubblicazione delle proprie poesie? Come può fare un giovane poeta ad essere riconosciuto nella moltitudine di talenti che lo circonda? In un’Europa vessata dalla crisi economica e in un’Italia poco disponibile, non c’è grande possibilità di sostanziose retribuzioni, come ha affermato Munaretto a seguito di una domanda simile. Tuttavia, di fronte alla ricompensa emotiva alla quale la lirica può portare, il poeta riesce a scrivere, e scrive, scrive, scrive senza mai fermarsi. Sulla metro mentre aspetta, prime di addormentarsi, o semplicemente quando ottiene la giusta ispirazione.

Carolina Pilotti

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