IN CERCA DI UNA BUSSOLA

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Intervista a Davide Ravetta

Per questo ultimo numero di Agorà abbiamo intervistato Davide Ravetta, che dopo il Liceo Linguistico ha frequentato per un anno Lingue per l’Impresa a Pavia, ma che passerà presto al Conservatorio.

Qual’è la ragione per cui hai deciso di cambiare?

La musica è sempre stata la mia passione: sin da quando sono piccolo ho adorato questa disciplina ed avrei sempre voluto lavorare in quest’ambiente; ho iniziato un paio di anni fa ad insegnare a suonare la chitarra, scoprendo così qualcosa che mi dava molta gioia. Quando però è venuto il momento di scegliere cosa fare dopo le Superiori ho temuto che la carriera musicale non offrisse molti sbocchi lavorativi, e quindi ho optato per un Indirizzo Universitario legato alle lingue, un ambito di studi che comunque mi affascinava. Mi sono accorto che, nonostante non avessi problemi a stare al passo con gli studi e dare gli esami, grazie anche all’eccellente preparazione offerta dal nostro Liceo, la mia vera passione mi chiamava: tutto il mio tempo libero era dedicato alla musica, continuavo a dare lezioni e suonare con la mia band. Ho quindi deciso che la cosa giusta da fare è studiare ciò che davvero amo.

Qual è l’aspetto del Liceo che ritieni più importante?

Ovviamente è essenziale concentrarsi sullo studio, ma secondo me è ugualmente importante trarre vantaggio dalla miriade di opportunità extracurricolari offerte dalla scuola: teatro, corsi di fotografia, di cinematografia, che permettono di ampliare i propri interessi, scoprire nuove passioni, conoscere nuove persone, migliorare le proprie capacità di socializzazione, organizzazione, e, soprattutto, ci insegnano a metterci in gioco, a provare cose nuove, a non aver paura di cogliere al volo un’opportunità che ci si potrà presentare davanti agli occhi in qualsiasi momento: questa è forse una delle cose più importanti da imparare, ma anche una delle più difficili.

Dopo un anno all’Università di Pavia, qual è il cambiamento più grande dal Liceo?

Sicuramente il cambiamento più grande è la scomparsa di quel gruppo che è la classe: nonostante le litigate tra compagni non manchino, e sia a volte difficile andare d’accordo, il legame che si forma nel corso di cinque anni con persone che vedi cinque o sei ore al giorno è qualcosa di molto difficile da replicare. La solidarietà, la complicità, la condivisione di paure e gioie sono cose che purtroppo non continuano all’Università, anche se, come nel mio caso, la frequenti con persone che conosci.

Consigli per chi affronterà tra poco l’Esame di Maturità?

Innanzitutto è importante sapere questo: il lavoro paga, e chi sa di aver lavorato come si deve non avrà difficoltà a dimostrarlo. Poi, per quanto riguarda la “tesina”, bisogna sapere che l’importante è tenere a mente due cose: primo, parlate di un argomento che vi interessa davvero, poiché il vostro entusiasmo aiuterà voi nella preparazione e la commissione nella valutazione; secondo, non cercate di strafare, non aggiungete troppo, e soprattutto non dilungatevi, perché rischiate di venire interrotti sul più bello e rimanerne delusi.

Mattia Viscariello

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