LIBERTÀ E RESPONSABILITÀ

Il giornalismo come un tempo ma con i mezzi di oggi

E’ davvero cambiato il modo di raccontare nel mondo di oggi? A rispondere alla fatidica domanda ci hanno pensato due giornalisti del calibro di Mario Bosonetto, redattore senior de ‘La Stampa’ redazione di Cuneo, e Adriano Moraglio, giornalista de ‘Il Sole 24 ore’ ormai in pensione.

Dal confronto con gli studenti e con i docenti partecipanti al ventiquattresimo Convegno Interregionale della Stampa Studentesca, tenutosi il 5 maggio a Fossano, è emerso che tra ieri e oggi vi è una differenza di tipo tecnologico: sono cambiati i mezzi, ma il fulcro resta sempre il giornalista, con la sua capacità di introspezione ed il suo singolare modo di vedere la realtà, che è sempre soggettiva. Efficace, a questo proposito, l’esempio fornito da Moraglio: se ci si mettesse a registrare una discussione attorno ad un tavolo e si chiedesse ad ogni partecipante un proprio resoconto della conversazione, ogni riassunto avrebbe sfumature diverse e una differente attenzione ai particolari.

Bosonetto invece, sostiene che ad essere cambiato è lo scenario: le notizie sono un flusso continuo, teoricamente un giornale dovrebbe lavorare 24 ore su 24 e alcune testate hanno giornalisti che coprono le ore della notte. Esistono anche le agenzie, come l’ANSA, con cui le notizie hanno un’immediatezza assoluta e c’è da dire che, con pochi colpi di polpastrello sui nostri tablet e smartphone, possiamo avere tutte le informazioni che cerchiamo. Ma esistono delle regole da seguire per scrivere? Normalmente vengono prese in considerazione le famose 5 W (Who? What? When? Where? Why?) dello stile giornalistico anglosassone. Quel che è certo è che senza regole non si va da nessuna parte: se non ci sono, non si ha il piacere di trasgredirle e un buon esercizio per cercare di limare la propria scrittura non guasta, parola di Bosonetto. Egli inoltre pensa che sulla nostra proprietà di linguaggio influisca la famiglia: se nei primi 5-6 anni di vita sentiamo i nostri parenti utilizzare correttamente i congiuntivi, è più facile per noi non sbagliare per il resto della vita.

Moraglio ritiene che scrivere sia come mettere le parole una dietro l’altra e lo strumento che si usa ne indica la modalità. Per entrambi, quello che conta è il gusto di raccontare la verità: e qui si ritorna al tema del convegno, la libertà di scrivere. Si è veramente liberi quando si cerca di dire una cosa autentica e si danno delle garanzie sulla veridicità dell’informazione. Ed essendo il giornale un’opera di ingegno collettivo, ogni giornalista deve essere esempio di responsabilità.

Sara Fisichella

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...