Immaginare il futuro sa di rimpianto

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 Immaginare il futuro è qualcosa che facciamo tutti, fin da quando siamo piccoli. Sembra, però, che più ci si avvicina al momento di prendere delle decisioni reali, più il concetto di futuro diventi spaventoso.

 Proprio per questo, i rappresentanti d’istituto hanno organizzato un’assemblea  un po’ diversa dal solito. Mentre le classi prime, seconde e terze assistevano alla proiezione del film sulla vita del cantautore italiano Fabrizio De Andrè, i “grandi” della scuola hanno ascoltato ben sei Università presentare la propria offerta formativa. A rotazione, Pavia, Cattolica, Genova, Bocconi, IULM e UPO  hanno cercato di mettere in evidenza le proprie caratteristiche e particolarità, dando anche informazioni su argomenti meno piacevoli come, ad esempio, le tasse universitarie. Questa nuova tipologia di assemblea è stata sicuramente di grande utilità per molti che forse non conoscevano neanche la differenza tra un percorso di laurea triennale e uno magistrale, o che non sapevano in cosa consistessero i CFU. 

 Personalmente, posso dire che pur essendo una studentessa di quarta e con ancora un anno e mezzo di Liceo davanti a me, l’idea di iniziare a pensare all’università è allo stesso tempo un’emozione e una paura. Pensare che il “dopo” che ci è sempre sembrato così lontano è ormai dietro l’angolo, fa rivalutare tutto ciò che ci ha portato fino a dove siamo. 

“Immaginare il futuro sa di rimpianto”…? Forse.

 

Elisabetta Ruffini

 

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