La democrazia è di tutti?

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La filosofia può sembrare una scienza, ma non la è. In realtà è solo amore per il sapere, per la conoscenza, che è insito nell’Uomo e lo rende tale. Possiamo dire con certezza che la filosofia è nata con lo sviluppo della democrazia, poiché solo in uno Stato giusto, ossia democratico, si può aprire la libera circolazione del pensiero e la possibilità di esprimersi come meglio si crede.

Inverosimilmente il concetto di “libertà d’espressione” si esprime solo nel periodo finale della filosofia greca, con Epicuro. Questo filosofo ritiene che la politica sia superflua e inutile, se la popolazione di un territorio riesce a dimostrarsi autosufficiente: dunque in uno Stato dove ogni individuo riesce a soddisfare i propri fabbisogni vitali e riesce a sopravvivere con quello che ha, solo in questo Stato, si può dire ininfluente la presenza di un governo.

La concezione epicurea è ripresa dallo scrittore latino Lucrezio, nel suo “De rerum natura” e a sua volta analizzata ancora in età classica da Cicerone, che scrive: ”Se un solo uomo potesse ottenere tutto, non ci sarebbe bisogno di più uomini. Se tutti potessero vedere la cosa migliore e concordare su di essa, nessuno chiederebbe capi scelti”. Analizzando Epicuro e Cicerone, troviamo idee molto innovative per il loro tempo e che sono attuali ai giorni nostri. Epicuro presenta in sé un primo paradosso: egli, forse inconsciamente, teorizza una forma di pensiero politico ben delineato, sebbene questo intento non sia stato previsto dalla sua filosofia, che voleva distaccarsi dalla politica. Con i suoi scritti si profila, per la prima volta, l’ideologia anarchica, per cui si può instaurare il non-governo solo in uno Stato autosufficiente.

Per Cicerone vi è una contrapposizione fra dittatura e democrazia: se la dittatura annulla il potere del popolo, al contrario la democrazia (“la scelta migliore”) instaura il confronto fra individui e permette di autogovernarsi. Qui Cicerone mostra un concetto di democrazia più evoluto rispetto a quello tradizionale, che stava più per il “comandano tutti”. Dalle parole del latino, però, è evidente il riferimento a Epicuro, che rimane una vera eccezione rispetto a tutto il pensiero classico greco.

 

Eugenio Barbieri

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