L’ANGOLO DELLA SALUTE L’IMPORTANZA DI DONARE IL SANGUE

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Il dottor Marco Zecca, primario dell’Oncoematologia pediatrica dell’ospedale S. Matteo di Pavia, mi ha concesso un’intervista sull’importanza di piccoli gesti che possono salvare molte vite. Ecco qui di seguito l’intervista.

Buongiorno Dott. Zecca, vuole raccontare ai nostri lettori di che cosa si occupa?

Io mi occupo di curare i bambini che hanno malattie del sangue come per esempio leucemie, talassemie o  linfomi.  In generale,  le cure,  vengono effettuate  sia con la chemioterapia, sia con il trapianto di midollo, se ce ne è bisogno.

I bambini, durante questi periodi di cura,  che possono essere lunghi, come passano il tempo?

Qui in ospedale? Secondo me si annoiano molto! Generalmente stare in ospedale non è mai bello, purtroppo è necessario, soprattutto nelle prime settimane o nei primi mesi di cura.  Le cure chemioterapiche che sono abbastanza pesanti da sopportare,  possono fare anche non troppo bene ed è necessario rimanere in ospedale per tenere i piccoli pazienti sotto controllo. Durante il giorno si fa la chemioterapia con tante flebo con molti farmaci sia liquidi, sia sostanze nutritive; al mattino facciamo le visite e le varie procedure come i prelievi midollo o le punture lombari. Poi come ho detto prima, sostanzialmente ci si rompe le scatole!

Quanto sono importanti le donazioni di sangue e di midollo osseo?

Esse sono fondamentali. Per quanto riguarda le donazioni di sangue, sono necessarie per fare le trasfusioni e tutti i bambini che fanno la chemioterapia per una leucemia o per un tumore, dipendono dalle trasfusioni. Il sangue è un elemento fondamentale per la nostra vita. Il sangue è prodotto dal midollo osseo, e la Leucemia è un tumore del midollo osseo. Quando il midollo si ammala, smette di produrre il sangue, quindi anche i globuli rossi, i globuli bianchi e le piastrine che sono le tre componenti del sangue. Inoltre  la chemioterapia che è necessaria per uccidere le cellule leucemiche, un po’ uccide anche le cellule sane del midollo osseo quindi per diversi mesi un bambino ha bisogno delle trasfusioni perché il suo midollo osseo non è in grado di produrre il sangue.  Senza la trasfusione non si potrebbe fare la chemioterapia e non si potrebbe guarire.

Il midollo osseo è altrettanto importante, perché purtroppo c’è una piccola percentuale di bambini che può essere circa il 30%, che per guarire ha bisogno non solo della chemioterapia, ma anche del trapianto di midollo osseo. Per fare il trapianto, ci vuole un donatore, che può essere un fratello o una sorella; molti bambini sono figli unici, e solo un fratello su quattro è compatibile, quindi alla fine la maggior parte dei bambini non ha un donatore in famiglia. Per questo motivo le banche dei donatori  cercano i volontari. Sia in Italia che all’estero ci sono tante persone che vi si iscrivono. Con il  prelievo di sangue  si fa un esame chiamato “tipizzazione HLA”  che è l’esame per studiare i geni che ci dicono se la persona è compatibile o no e con chi è compatibile.  I dati vengono inseriti in un database internazionale e quando serve usiamo il registro per cercare in tutto il mondo se c’è una persona compatibile. La probabilità di essere compatibili con una persona che non è della famiglia è 1/500.000 circa, quindi è molto difficile. Per cui, poter trovare un donatore per tutti ci vogliono molti milioni di donatori volontari. Per questo è  importante che ci siano tanti donatori: per avere delle buone possibilità di trovare un donatore per tutti i bambini che ne hanno bisogno.

Se qualcuno di noi che ha meno di 18 anni volesse aiutare questi bambini, che cosa può fare?

Per essere donatori bisogna avere 18 anni, però si può spiegare ai propri parenti e agli amici maggiorenni l’importanza di essere donatori. Capita che io al mattino telefoni al centro trasfusionale, perché ho bisogno di sacche per le trasfusioni e loro mi rispondono: ”Ma ne sei proprio sicuro? Perché ne abbiamo veramente poche e siamo in difficoltà”. Questo succede anche perché durante le feste o le vacanze  ci sono meno donatori. Il sangue non si può conservare per tanto tempo, dura per pochi giorni, al massimo una settimana; per questo  ci vuole continuamente un gran numero di persone che vada a donare il sangue. Noi possiamo invitare le persone a donare il sangue e a iscriversi alle banche di midollo osseo. Donare il midollo è un pochettino più complicato, ma non è una procedura rischiosa e non è menomante. Cosa vuol dire questa parola?  Vuol dire che il midollo che io dono,  dopo due settimane si è già riprodotto. Mentre se un donatore dona un rene, lo ha donato, gli resta l’altro, ma rimane con uno solo. Invece con la donazione di midollo osseo, tutto quello che dono si riproduce nell’arco di due settimane. Dopo aver fatto la donazione, in  tre settimane si è esattamente come prima e addirittura potrei donare per una seconda volta: la donazione di midollo osseo non porta un danno al donatore; dopo che si dona si è esattamente come prima.

 

Grazie mille per la sua disponibilità dottore e per la chiarezza nel trattare questi argomenti. A noi non costa nulla donare un po’ di noi stessi. La mia chiacchierata con il dottor Zecca è continuata ancora un po’. Abbiamo parlato del progetto “Cell factory”: un trattamento della recidiva leucemica dopo un trapianto di midollo osseo. I linfociti T vengono educati a uccidere le proprie cellule tumorali. Al momento,  la sperimentazione va avanti grazie alle donazioni in denaro dei privati, perché lo Stato non rimborsa le spese se non c’è un protocollo nazionale di cura approvato.

Anche in questo caso, a mio avviso, si può fare molto.

 

Mongini Caterina

 

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