Odissea

il

Sabato 7 aprile, ore 7:30, Movicentro. 110 studenti scalpitanti, pronti a partire per quella che sarà una sorta di Odissea. 6 ore di pullman fino ad Ancona e poi si sale sulla nave che ci condurrà verso la Grecia. Mare tranquillo per 24 ore di navigazione e si arriva a Patrasso domenica pomeriggio, ma il viaggio non è ancora finito: ci attendono altre ore di pullman prima di arrivare a Glyfada, cittadina di mare non lontana da Atene. Il giorno seguente, finalmente, giriamo per la capitale, concentrandoci principalmente sull’Acropoli e i suoi tesori. Con un po’ di amarezza abbiamo la possibilità di vedere da vicino strutture architettoniche come i Propilei, l’Eretteo e il celeberrimo Partenone, potendo solo immaginare quanto tutto ciò fosse spettacolare in passato. Martedì, dopo tre ore di viaggio, giungiamo a Delfi dove visitiamo il sito del tempio di Apollo, leggendo sui muri le antiche incisioni delle massime di Socrate. Di certo è una visita faticosa, sotto il sole e tutta in salita per raggiungere ogni angolo del bellissimo sito archeologico. Mercoledì è una giornata di spostamenti: partiamo al mattino presto da Glyfada e andiamo a Epidauro, dove alcuni di noi testano l’acustica perfetta del teatro recitando brani di svariato genere. Ci spostiamo poi a Micene per vedere la famosa Porta dei Leoni che ci conduce alle rovine delle tombe della famiglia di Agamennone. Non possiamo non visitare anche la tomba di Agamennone stesso, esperienza resa particolarmente realistica dall’inspiegabile odore sgradevole; solo nel tardo pomeriggio arriviamo a Olimpia. Il giorno seguente visitiamo i siti degli antichi “stabilimenti” sportivi, dove i migliori studenti si lanciano in una gara di corsa sullo stadio originario. Non si può evitare una vera e propria incoronazione dei vincitori con l’ulivo, ascoltando nel mentre un famoso epinicio di Pindaro. Dopo un pomeriggio libero a Patrasso, ci imbarchiamo a tarda sera e navighiamo per due notti e un giorno. Scendiamo poi dai letti sabato mattina in vista di Venezia, in modo più o meno traumatico. Solo dopo qualche altra ora di pullman il nostro nostos giunge al termine.

È stato un viaggio perfetto? Certamente no, ma ha lasciato qualcosa a tutti, anche solo un ricordo divertente: non è mancato nulla, da qualche love story a un po’ di sano odio tra alunni e autisti, dalle interminabili partite a carte per far passare il tempo sul traghetto ai menù spesso molto simili in ogni ristorante. È stata comunque la realizzazione di un sogno, il professor Pernigotti ce lo ha confessato nell’ultima riunione venerdì sulla nave. Come per Ulisse, anche per noi questo viaggio è stato lungo e faticoso, ma ci ha arricchiti e ci ha riportati a casa.

 

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